Il senso di colpa è legato al presupposto che c’è qualcosa in noi di “sbagliato” e come tale dobbiamo assolutamente cambiarlo.

La verità è però ben lontana.

E’ quando riusciamo ad armonizzare con tutte le parti di noi che rifiutiamo, uniamo i contrasti e accettiamo ciò che fino ad ora abbiamo combattuto, che possiamo vivere pienamente la nostra vita.

Vi siete mai chiesti perché gli animali non si sentono in colpa?

In biologia il senso di colpa non esiste. Non esiste nessuna leonessa che si allontana dai cuccioli per cacciare che si sente in colpa.  E’ un emozione solo umana, appesantita dai modelli culturali e familiari basati sul sacrificio.


Fortunatamente però questi modelli non sono gli unici. 

Siamo infatti semplicemente abituati a pensare in un certo modo ma non è detto che quello sia l’unico modello possibile ne tanto meno quello più giusto, è quello che più conosciamo ed ha molto più a che fare con i pregiudizi e i condizionamenti…

Nel Video parlerò di come i genitori di oggi possono superare i sensi di colpa legati al non poter essere presenti sempre nella vita dei loro figli…

Occorre infatti fare prima di tutto una semplice ma fondamentale distinzione tra QUALITA’/ QUANTITA.

Non c’è alcuna prova che attesti che la presenza continua sia garanzia di successo genitoriale, anzi in alcuni casi potrebbe addirittura essere nociva.

Il bambino ha infatti ugual bisogno della presenza della madre così come della sua assenza, perché questa assenza gli permette di fare nuove esperienze del mondo, di sviluppare nuove risorse, autonomie e di entrare in contatto con nuove figure di riferimento e grazie a questo possiamo finalmente restituire un ruolo al padre, che fin ora è stato visto sconfinato in un ruolo secondario.

L’unica cosa di cui i figli hanno veramente bisogno è di padri e madri “presenti”. Presenza significa esserci in maniera totale.

Genitori che sappiano garantire PROTEZIONE senza essere PROTETTIVI.

Ma tutto questo cozza con il presupposto di base che regna nella società che è quella ci fa credere che “una madre che lavora trascura il figlio e quindi sbaglia”, ma è la premessa ad essere sbagliata e se partiamo da premesse sbagliate non possiamo che arrivare a conseguenze sbagliate, il senso di colpa appunto.

La verità è che se lavoriamo rinunciamo semplicemente all’ ESSERCI SEMPRE e iniziamo a puntare sulla QUALITA’ DEL TEMPO.

Si parla tanto di “sacrificarsi ” ma ricordiamoci che il significato esatto del termine Sacrificio vuol dire “RENDERE SACRO”.

Rendere sacro dunque il tempo e l’impegno dedicato alla famiglia.

Puntare sul tempo non basta, e’ la qualità che fa la differenza.

Capire questo concetto è sinonimo di INTELLIGENZA e non come spesso vogliono farci credere di EGOISMO.