In questo articolo parleremo di quanto sia importante per la nostra psiche e per il nostro corpo, che come ormai sappiamo sono la stessa identica cosa, smettere di giudicarci. Smettere di pensare che dobbiamo correggere delle parti di noi. Questo sottende a una credenza che c’è qualcosa di sbagliato in noi e che vada cambiato.

Dovremmo invece chiederci che cosa pensiamo che sia sbagliato. E, soprattutto, secondo quali modelli. Io credo che la domanda reale che dobbiamo farci non è cosa devo migliorare, cosa devo correggere, bensì devo chiedermi cos’è che mi viene facile. Quali sono le cose che mi rendono unico, che mi rendono speciale? Quali sono le mie peculiarità? Quando cambiamo l’occhio interno con cui ci guardiamo, emergono quelle che sono le nostre risorse. Un conto è focalizzarsi sul punto debole, sulla cosa da cambiare, un conto invece è andare a lavorare sui punti di forza.

La nostra mente e il nostro corpo iniziano ad ammalarsi quando ci dimentichiamo della nostra essenza, della nostra interiorità, della nostra anima e delle cose che ci vengono facili. E il nostro corpo inizia a inviarci dei segnali. Spesso guardiamo ai disagi, a tutte le nostre fragilità, a tutte le nostre pecche come un qualcosa che ci manda fuori strada. In realtà tutti i disagi, l’ansia, il malumore, la tachicardia, la depressione, l’irrequietezza, sono tutti segnali che il nostro corpo ci manda per poterci aiutare a ritrovare la strada.

Dobbiamo iniziare a vedere i disagi come dei messaggeri che ci aprono le porte verso la nostra anima. Quando lo facciamo, cambia anche l’atteggiamento mentale e il comportamento che abbiamo verso di essi. I disagi sono una sorta di invito a scendere delle cantine più buie e sotterranee possibile per poter ritrovare la luce. 

Nei corsi di formazione spesso insegno come il focalizzarsi sui punti di forza porti poi a un miglioramento anche nei punti deboli. Per cui la domanda vera da farsi non è che cosa devo correggere, bensì cosa mi viene facile. E se vuoi una ricetta per ammalarti e per vivere male dimentica le cose che ti vengono facili: dimenticati sostanzialmente di te stesso.